Pavesi Contemporart

Karel Thole

Karel Thole nasce a Bussum, città a sud-est di Amsterdam, il 20 aprile 1914, e frequenta la facoltà di disegno presso il Rijksmuseum di Amsterdam. I suoi inizi sono nel campo pubblicitario e "cartellonistico", ma è con l'ingresso nel mondo dell'editoria che arrivano i primi successi, nel dopoguerra. Nonostante la notorietà in patria, Thole si trasferisce nel 1958 in Italia, a Milano. Dopo aver collaborato con alcune case editrici, tra cui Rizzoli, ottiene il successo con Mondadori: Anita Klinz, il direttore artistico, gli affida le copertine della collana di fantascienza “Urania”.

Disegna la sua prima copertina per il numero 233, L’impossibile ritorno di J.B. Dexter, pubblicato il 3 luglio 1960. I suoi tondi con bordo rosso hanno illustrato le storie fantastico-surreali della collana per oltre trent’anni: i suoi erano disegni di fantascienza segnati da humor e sfumature horror, abilmente eseguiti grazie a una tecnica notevole e raffinata. Contemporaneamente, Karel Thole continua a lavorare per altri editori europei, tra cui la casa editrice Heine. Si dedica anche ai fumetti, realizzando copertine per la Edifumetto di Renzo Barbieri. Nella seconda metà degli anni ottanta, costretto da un peggioramento alla vista, l’attività di Thole si riduce notevolmente; l’artista riesce però a trovare una nuova maturità nell’insegnamento del disegno. Nel 1993 si trasferisce con la moglie a Cannobio, sul Lago Maggiore. Nonostante la progressiva perdita della vista, Thole non abbandona completamente la sua attività di illustratore, continuando a lavorare per alcune copertine - l’ultima per Urania è quella del numero 1330, Picatrix la scala per l’inferno, pubblicato il primo marzo del 1998, per alcuni libri, ed esponendo mostre personali.

Thole aveva scelto l’illustrazione editoriale popolare come mezzo espressivo. Tuttavia le sue creazioni, nate per essere il richiamo emotivo alla vendita dell’industria culturale italiana ed europea, si sono affrancate presto dal testo di riferimento per divenire una sequenza di immagini significative per la rappresentazione dell’inquietudine psicologica e sociale di buona parte della seconda parte del Novecento occidentale. Lo stile di Thole è inconfondibile; pochissimi autori possono vantare la capacità di affrontare temi diversi ma prossimi dal punto di vista del “genere” popolare: ogni sua illustrazione, nata per essere riprodotta e mercificata, è concepita come un’opera unica, irripetibile nel suo essere straordinaria, intesa come sintesi narrante e come progetto di design grafico applicato alla narrativa di consumo – la collana Urania negli anni Sessanta tirava oltre centomila copie al mese. Il lettore spesso rimaneva estraniato e affascinato da quelle copertine composte da grafica e illustrazione, dove spesso titolo e disegno non si rispecchiavano, anzi si eludevano. L’artista non ha mai letto i romanzi che illustrava, non era un patito del genere; lo alienava e lo ibridava con l’ironia e il senso della macabra inquietudine.

 

Karel Thole was born in 1914 in Bussum, a town south-east of Amsterdam, where he attended the Faculty of Design at Rijksmuseum. He begins working in advertising, but success arrives as he moves in publishing industry. In 1958 Thole moves to Milan and after working with several publishing houses including Rizzoli, the artistic director of Mondadori Anita Klinz commissions him the covers of the sci-fi series Urania. Thole draws his first cover for the number 233, The Time Kings by J.B. Dexter, published in 1960.

His drawings have appeared on the covers of the series for over thirty years: a mix of humour and horror and an elegant technique characterize Thole’s sci-fi works.

In the Eighties, because of a vision problem, the activity of Thole significantly reduces, but the artist manages to find a new maturity in design teaching.

In 1993 he moves with his wife to Cannobio, at Lake Maggiore. Despite the progressive visual loss, Thole doesn’t completely quit his work as illustrator: his last Urania cover is the number 1330 Picatrix la scala dell’Inferno, published in March 1998.


 

Nell'immagine Murray Leinster L'uomo che vedeva gli atomi, Urania 510, 1969

 

 

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